Avevo due padri! Amore e diversità

Avevo Due Padri! Amore e Diversità – Sei Come Sei – di Melania Mazzucco.

 

“Loris agita la fotografia, Eva saltella tentando di strappargliela: è la sua preferita, con loro. Sono giovani, con le facce abbronzate e sorridono felici, ignari. Lei lo spinge verso l’orlo del marciapiede. Loris sbraccia a vuoto, e cade scompostamente all’indietro. Poi è solo puzzo di metallo bruciato e fragore, le scintille che sprizzano e i vagoni che avanzano.”

Sei Come Sei di Melania Mazzucco comincia così, a Milano, con due ragazzini che si contendono una foto, e nella concitazione accade l’irreparabile, o forse no… Eva Gagliardi ha undici anni, “parla come un libro stampato, legge e non ha amici”, per questo si batte come una tigre per tornare in possesso di una semplice fotografia, un mondo intero in realtà, amatissimo e gioioso, che ha perduto; perché in quello scatto con lei ci sono i suoi due padri Christian e Giose, gli amori della sua vita, genitori diversi senza timore della diversità, ed ora che uno se n’è andato per sempre a lei non rimane che quell’immagine per ricordarsi di come l’esistenza da figlia può essere bella.

Nessun limite fisico o morale all’amore.

Si, può essere bella la vita; immaginatevi Roma, con le sue luminose giornate di sole, le palme  ritte contro le nuvole che pascolano nel cielo come un gregge, e una moto che sfreccia rombando nel traffico, fino alla scuola; lì una bambina scende e saluta il centauro, prima di sparire all’interno dell’edificio. Giuseppe, Giose per chi lo ama, ex cantante rock punk negli anni Ottanta, non è il padre biologico di Eva, ma a tutti gli effetti questo non fa nessuna differenza per entrambi, perché i loro sentimenti sono l’unica cosa che conta davvero. Colpa di un quadro, in un museo di Budapest, che raffigurava, anzi, pulsava letteralmente, acceso da un alone di sentimento indescrivibile che un padre prova per un figlio pure non suo, l’amore di Giuseppe per Gesù. Quel quadro aveva cambiato la vita di Giose, e mentre lo contemplava insieme a Christian, la persona a cui aveva donato cuore e anima, aveva compreso che non potevano esserci limiti fisici né morali alla capacità d’amare un figlio. Era stata una decisione sofferta, discutibile, foriera di sofferenze e incomprensioni per molti, incapaci di tollerare una diversità difficile da comprendere. Christian si era lasciato un matrimonio alle spalle, ma alla fine dal suo seme e dall’utero in affitto di una donna Armena, era nata Eva, quella figlia che avevano amato e cresciuto come e meglio di qualsiasi altra coppia tradizionale. A modo loro si erano inventati una famiglia, specchio del loro modo di essere e vivere, senza che questa naturalezza impedisse alla bambina di sentirsi amata, protetta e speciale come ogni figlio dovrebbe essere: Giose era il genitore libero e senza regole, quello che ad Eva insegnava ad amare la vita come una festa; Christian invece, professore di letteratura latina ed esperto di storia antica, era calmo, responsabile e organizzato,  e trasmetteva alla figlia la certezza che la determinazione e l’amore per la conoscenza le avrebbero aperto qualsiasi porta… Ma poi, un incidente automobilistico quelle porte le aveva chiuse tutte quante insieme, d’improvviso.

Una sola perdita, ma un doppio lutto.

Ebbene sì, tanta fatica, tanto amore per costruire l’edificio di uno stare e crescere insieme, e il caso, in un attimo, ti toglie tutto. Eva viene affidata a Michele, fratello di Christian, e Sabrina, ed è costretta a lasciare la sua casa a Roma per un esilio a Milano. Ma perché la perdita di Christian le toglie anche Giose? Perché l’ex cantante non è il padre biologico, per lo Stato italiano lui non ha nessun legame con la bambina e dunque non se ne può occupare. Per Eva è devastante, una doppia perdita che la lascia sola, con una foto. Fino a quel giorno alla stazione quando, bersagliata dagli scherzi dei compagni che la dileggiano per essere figlia della diversità, di due uomini, lo scatto prezioso è la leva che causa l’incidente, dalla cui responsabilità la piccola si sottrae salendo su un treno e fuggendo da una vita imposta che non le appartiene. Risalirà l’Italia fino agli Appennini dove Giose si è rifugiato dopo la tragedia, e il ricongiungimento sarà dolce e amaro, viziato dalla consapevolezza di non avere un futuro. Sofferenza e rabbia, rimpianto e frustrazione saranno gli ingredienti di uno stare insieme trattenuto, a scadenza, saranno la scintilla che alimenterà il desiderio di sottrarsi a regole fatte da altri, incuranti dei loro bisogni e desideri. Ma il legame fra di loro emergerà prepotente e con esso prevarrà la visione di Christian, di un cammino indirizzato dalla determinazione e dalla sicurezza della propria visione. Torneranno dunque a Milano, per affrontare le responsabilità da cui Eva era fuggita, e per intraprendere legalmente, secondo le regole, una battaglia per imporre il sentimento che li lega sopra ogni pregiudizio o lacuna legislativa.

Ciò che ci rende diversi può salvarci.

Questo bel romanzo di Melania Mazzucco affronta coraggiosamente diversi temi delicati, tra i quali spiccano quello della diversità e dell’ostilità che può suscitare, ma anche quello del riconoscimento legale del figlio del partner nelle coppie omosessuali; ci si sofferma anche dolorosamente a meditare su quanto ci si possa sentire soli e incompresi, quasi ignorati, da una legislazione rigida e spesso lacunosa, e da una visione morale comune che detta regole e doveri imponendoli a persone che non conosce, incapace e disinteressata ad andare a fondo di ciò che di più importante regola la vita e le relazioni di ogni individuo, i legami affettivi. La storia, inoltre, solleva anche questioni ostiche come quella dell’utero in affitto, senza pretendere di dare risposte o censurare, ma con l’obiettivo di porsi domande, cercando di andare oltre la superficie di certe problematiche per  avvicinarsi il più possibile a un’opinione personale e non semplicemente presa in prestito.  Al dilemma di mettere al mondo o meno una nuova vita, privandola della possibilità di avere una madre, Giose pronuncia delle parole, che non rappresentano un disimpegno dalle responsabilità, bensì un anteporre il sentimento a qualunque altra cosa, in una realtà così dolorosa e complessa alla quale è forse illusorio e deleterio applicare regole e comportamenti generalizzati:

“Chi nasce nero non è bianco, chi nasce malato non nasce sano, chi nasce povero nasce svantaggiato. I figli sono individui, ciò che ci rende diversi può salvarci.”

Sei Come Sei è un dramma dal ritmo veloce, senza cedimenti, che nonostante la delicatezza degli argomenti trattati riesce a commuovere ma anche a far sorridere, sostenuto dalla prosa, agile e colta al tempo stesso, di una delle più illustri scrittrici della narrativa italiana. Che meraviglia saper comunicare emozioni attraverso le storie: la lotta per realizzarsi ed accettarsi, il perseguimento dell’amore contro ogni ostacolo, oltre ogni discriminazione; e ancora, la lotta per la vita, per un figlio che ci annulla ogni sciocca angustia personale riempiendoci di tutto quel senso che da sempre, sgusciante, ci sfuggiva. Che meraviglia sentirsi così vicini all’essenza della vita e delle persone, attraverso le pagine di un libro. Che scrittura e che autrice… Che meraviglia.

LUCA

 

 

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paginerecensioni-avevo-due-padri-amore-e-diversitàSei come sei
Melania Mazzucco
Editore: Einaudi
Brossura|pagine 235
17,50€
ISBN9788806209469

 

 

La trama.

Dopo un violento litigio con un compagno di classe, una ragazzina è in fuga da sola su un treno per Roma. Eva è fiera, legge libri e sa raccontare storie, ha appena undici anni ma ha già conosciuto il dolore e l’abbandono. Giose negli anni Ottanta è stata una meteora della musica punk rock, poi ha incontrato Christian, giovane professore di latino: Eva è la loro figlia. La morte improvvisa di Christian ha mandato in frantumi la loro famiglia, ancor di più perché Giose non è stato ritenuto un tutore adeguato, e la bambina è stata affidata allo zio e si è trasferita a Milano. Raggiunto Giose sugli Appennini, dove l’uomo si era rifugiato in un casale, Eva scoprirà molto su se stessa e sui suoi due padri, sui sentimenti che uniscono le persone al di là dei ruoli e delle leggi, e sulla storia meravigliosa cui deve la vita. Drammatico ma a tratti divertente, veloce come un romanzo d’avventura, Sei Come Sei narra con grazia e commozione un amore tra padre e figlia, al di là di ogni diversità, in cui ognuno si può riconoscere.

 

L’autrice.

Laureata in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea, e in Cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia, Melania Mazzucco ha scritto soggetti e sceneggiature per il cinema. Dal 1995 ha curato il settore letteratura e spettacolo di varie opere dell’Enciclopedia Italiana Treccani. Nel 1992 esordisce nella narrativa con il racconto Seval, e altri suoi racconti sono stati pubblicati successivamente da varie testate. I romanzi Il Bacio Della Medusa (1996) e La Camera Di Baltus (1998) sono finalisti al Premio Strega. Con il terzo romanzo, Lei Così Amata (2000), la Mazzucco vince il Super Premio Vittorini, il Premio Bari Costa del Levante, il Premio Chianciano e il Premio Napoli.
Ha scritto anche storie per la radio e articoli e recensioni sul teatro. Insieme a Luigi Guarnieri ha scritto, a metà degli anni Novanta e sempre per il teatro, Una Pallida Felicità, Un Anno Nella Vita di Giovanni Pascoli, vincitore della Medaglia d’oro per la drammaturgia italiana nel 1996.
Nel 2003 con il romanzo Vita, vince il Premio Strega.
Nel 2012 esce il romanzo sulla guerra in Afghanistan, Limbo (Einaudi) e Il Bassotto e la Regina (Einaudi). Del 2013 è Sei Come Sei. Nel 2016 pubblica Io Sono con Te. Storia di Brigitte (Einaudi), vincitore del premio Libro dell’Anno 2016 di Radio3 Fahrenheit.

 

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