Il baratro del sospetto e del pregiudizio; il fosso

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Il Baratro del Sospetto e del Pregiudizio – Il Fosso – di Herman Koch.

 

Herman Koch è uno scrittore incredibile, già conosciuto per il bestseller politicamente scorretto La Cena, da cui si sono tratti ben due adattamenti cinematografici, e il morboso, quasi noir, Villetta Con Piscina; e adesso è uscito Il Fosso. E’ straordinario questo scrittore perché ha un talento davvero raro, una prosa agile e coinvolgente che ti risucchia nella pagina e ti fa perdere l’orientamento; tutto il mondo sparisce e rimangono solo le sue parole, i suoi ragionamenti, la sua filosofia un poco umoristica e cinica che spazia dalla quotidianità dei sentimenti alla finitezza dell’universo e al mistero della vita. Il Fosso comincia come un romanzo sul sospetto e il tradimento, continua esplorando il pregiudizio nei confronti del diverso, dalla nazionalità all’etnia, arrivando a tingersi di giallo, nel momento in cui i sospetti apparentemente paranoici del protagonista paiono concretizzarsi inaspettatamente, e tutto questo passando sul delicato e sdrucciolevole terreno del senso della vita, sull’ipotesi moralmente accettabile o censurabile dell’eutanasia, e sul mistero stesso dell’universo. Ma si giungerà davvero ad una risposta, alla fine del libro fiume che è Il Fosso, o Koch ci trascina in un turbine di fatti e temi ai quali soltanto il lettore potrà dare un significato personale?

Cultura e intelligenza, spesso impotenti di fronte alle lusinghe del pregiudizio.

Robert è un olandese di successo, nientemeno che il brillante sindaco di Amsterdam, e il suo essere arrivato è facilmente riscontrabile dall’affabilità con cui discorre e seduce capi di stato come Clinton, o dalla complicità sfoderata in tema di belle donne col birichino presidente Holland; ed è proprio sul versante belle donne che il sindaco si conferma un vincente, perché sua moglie è uno splendore e il suo essere straniera non fa che testimoniare la magnanimità e l’apertura mentale del marito… Ma è proprio tutto oro quel che luccica? Forse no, perché dietro la facciata mostrata all’opinione pubblica, Robert è pur sempre un uomo, e la sua reticenza a chiamare la moglie col vero nome e a nominare il di lei paese d’origine, nascondono in realtà un pregiudizio e l’innominata convinzione che ci sia da vergognarsi di una tale commistione. Il pregiudizio diverrà vero sospetto, e poi certezza quando, nel corso della festa per il nuovo anno, un atteggiamento particolarmente esuberante della moglie insinuerà nel sindaco la paranoica visione di un tradimento consumato impunemente sotto i suoi occhi, con l’assessore Maarten van Hoogstraten. Da questo momento la cultura, l’intelligenza e lo humor del politico consumato, nulla potranno contro il pregiudizio e la spirale in cui Robert e la sua vita verranno risucchiati, e l’ossessione per l’ipotetica relazione extraconiugale della moglie sarà così potente da piegare quasi, davanti agli occhi increduli del lettore, il reale alla prepotenza dell’assillo; quasi a testimoniare che la realtà non è una, bensì quella che ognuno si costruisce. Ma forse alla fine quello che rimane davvero è la consapevolezza, quella per esempio che maturità a volte significa accettare il compromesso, perché è meglio un cuore ferito che batte e ama ancora, piuttosto che nessun cuore e nessun amore.

La stavo già perdonando, mentre guardavo lei, i suoi pollici che si sfregavano uno sull’altro, i capelli che le cadevano sul viso. Qualcosa si sarebbe irrimediabilmente incrinato, come una crepa in un vaso cui sei troppo affezionato per gettarlo via. Vaso e crepa sarebbero rimasti per sempre visibili, ogni giorno li avrei visti sul tavolo, ogni volta con fiori diversi, ma la crepa sarebbe rimasta per sempre. Già sapevo che cosa avrei fatto per poter vivere con quella crepa. Sarei stato grato. Grato perché il vaso non si era rotto…

Molteplici temi in un libro solo, il romanzo si fa vita vera.

Ciò che colpisce di più della prosa di Koch è la capacità di spaziare da un argomento all’altro senza mai far perdere il filo della storia ai suoi lettori, e tantomeno l’interesse per i temi trattati, spesso colti ma sviscerati con una leggerezza intelligente che cattura: l’amico scienziato di Robert intrattiene con lui discussioni leggere, come altre impegnate sul senso della vita o la finitezza dell’universo, e le stesse considerazioni del protagonista sulla famiglia, sulla fedeltà, e sul desiderio degli anziani genitori di porre fine alle loro vite dopo una lunga esistenza insieme, non stonano affatto nell’intreccio e anzi, lo arricchiscono rendendolo attraente, vitale, pregno di senso quasi si trattasse di vita vera, la vita di tutti noi. E ancora, la discussione sull’ecologia, spesso imposta come un nuovo fascismo indipendentemente dalla reale utilità, che cattura il lettore con l’immagine, solo immaginata, di una piccola Amsterdam sovrastata e affogata in uno skyline affollato di altissime pale eoliche. Ci sono dunque momenti toccanti, come quello del congedo dei genitori, ma sempre profondamente reali, privi del melodramma delle storie inventate e anzi, quasi sporcati da quel tocco di materiale cinismo di cui è fatto il vivere: memorabile la scena tutt’altro che romantica, in cui il padre di Robert, dopo la dipartita della moglie e il suo esserle accidentalmente sopravvissuto, riscopre alcuni dei piaceri della vita e gira senza patente con l’auto sportiva che ha sempre sognato… Cinismo e vita vera, ma anche divertimento e meditazione; tutto questo è Il Fosso, tutto questo è Herman Kock.

Luca

 

 

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paginerecensioni-pregiudizio-fosso-copertinaIl fosso
Herman Koch
Editore: Neri Pozza
Anno 2017
Pagine 330|brossura
€17,00
ISBN9788854515017

 

 

La trama.

Quando Robert Walter, popolare sindaco di Amsterdam, vede la moglie gettare la testa all’indietro in una risata, mentre sta chiacchierando con uno dei suoi assessori, sospetta subito il peggio. Nonostante un matrimonio lungo e felice, Robert è convinto che Sylvia abbia un amante. Inizia quindi a osservare ogni movimento, ogni cambiamento d’umore e di abitudini della moglie, in un regime di paranoia che cresce di giorno in giorno. Nel frattempo il padre novantacinquenne vuole che lo accompagni a scegliere la propria tomba al cimitero, pretesto per una cruciale discussione in cui Robert viene a sapere che i genitori hanno deciso per il suicidio assistito: il terrore del decadimento fisico definitivo, di dover gravare su Robert e doversi affidare alle sue cure sembrano diventare la prospettiva più preoccupante perfino della morte. Stordito dalla rapidità con cui gli eventi si susseguono, Robert riceve un altro colpo basso: una giornalista ha riesumato un servizio fotografico degli anni Sessanta, e qualcuno ha fatto trapelare la notizia che il giovane che imbraccia il bastone in una fotografia del tempo, sia proprio Robert.

 

L’autore.

Koch è noto come autore televisivo, giornalista e romanziere. A Red Ons, Maria Montanelli (1989) sono seguiti da Eten met Emma (2000), Odessa Star (2003) e Denken aan Bruce Kennedy (2005). Uscito in Olanda nel gennaio 2009, La Cena ha scalato le classifiche sin dalla prima settimana, vendendo in pochi mesi oltre 250.000 copie e ispirando diversi adattamenti cinematografici. Sorpresa editoriale dell’anno, vincitore del Premio del pubblico 2009, il romanzo è stato conteso dalle case editrici di tutto il mondo ed è pubblicato in undici paesi, tra cui Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. Tra i suoi romanzi Villetta con piscina (Neri Pozza, 2011), Caro signor M. (Neri Pozza, 2015) e Il fosso (Neri Pozza, 2017).

 

 

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