Il luogo sconosciuto che è una madre. L’ Arminuta.

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Il Luogo Sconosciuto che è una Madre – L’ Arminuta – di Donatella Di Pietrantonio.

 

L’ Arminuta di Donatella di Pietrantonio è un libro che parla di maternità e dei doveri che ne derivano; parla della responsabilità di mettere al mondo una nuova vita e di quanto difficile può diventare il rispetto istintivo di quei legami insiti nella carne stessa della creatura e di chi la crea.. Certo, perché è un istinto primordiale prendersi cura del sangue del proprio sangue, ma a volte la necessità prepotente e il richiamo della natura possono rimanere inascoltati, o addirittura ignorati, strozzati dalle difficoltà e dalla durezza della vita; per questo L’ Arminuta è anche un romanzo che parla di miseria e delle scelte che una vita di stenti a volte obbliga a fare, stringendo il cuore in una corazza contro il rimpianto e il rimorso, o lasciandolo libero di morire un po’ alla volta, ferito dalla perdita e dall’abbandono.

Ritorno alla miseria.

“Sull’asfalto del piazzale sono rimasti i segni delle ruote, e io. Odore di gomma bruciata nell’aria. Quando ho alzato la testa, dalle finestre del secondo piano guardava qualcuno della mia famiglia per forza.”

Agosto 1975, l’ Abruzzo è il palcoscenico aspro e arcaico dove va in scena lo spettacolo improvviso e spiazzante di una ragazzina intelligente e sensibile, che dopo tredici anni di una vita agiata fatta di affetti, amicizie, esemplari risultati scolastici, viene accompagnata, restituita da quello che credeva suo padre, alla misera casa dei suoi veri genitori, a una vita completamente diversa da quella che ha sempre conosciuto, e dunque fatta di stenti e rinunce, fatta di convivenza a volte violenta e competitiva con fratelli ruvidi e induriti dalle botte, fatta di silenzi e chiusura emotiva, un linguaggio antico che si basa sull’obiettivo della sopravvivenza e non sulle parole e l’affetto dimostrato. L’ Arminuta, la ritornata, come la chiamano i compagni di scuola, è una barca senza più ormeggi che si è persa in una corrente di cui non conosceva l’esistenza, che l’ha strappata ad un mondo che, con dolore e ribellione, lei non vuole accettare di non aver mai posseduto; come un giovane inesperto gettato improvvisamente in trincea, la protagonista di questa storia deve lottare con la perdita di ogni certezza, aggrappandosi all’ostinato salvagente della speranza, quella di poter tornare da Adalgisa, da quella madre che madre non è nella carne, ma che sempre quel ruolo ha interpretato da grande attrice.

Gli affetti come fondamenta dell’ identità.

Un mondo nuovo le si impone dunque, fatto di prepotenze, esacerbato da una severità distante di quei genitori nuovi ma anche vecchi che lei non riesce a considerare tali; un mondo che però, piano piano, capirà di dover provare a fare suo, vista l’ostinata ritrosia della donna che l’ha restituita, se non altro per ritrovare un’identità perduta, un senso di appartenenza a qualcosa e a qualcuno, a un luogo, anche un letto condiviso, sia pur impregnato dell’orina di Adriana, la sorella minore. Saranno dunque i successi scolastici le sue armi per ritrovarsi, e per trovare una via di fuga verso un liceo nella grande città, che è anche strada personale e non imposta; e poi l’affetto ambiguo e sensuale dello sfortunato fratello maggiore, Vincenzo, che le accenderà i sensi facendola sentire ancora viva e voluta, e non più un pacco spedito da una casa all’altra. Ma soprattutto, il dono di questa vita deragliata sarà il legame con la sorella Adriana, dieci anni di affetto ruvido ma sicuro, un porto calmo dai capelli sporchi e dai vestiti stinti, una presenza che si imporrà con la semplicità del vero affetto e di una complicità che trascenderà, finalmente, i limiti di origine e appartenenza.

“non sapevo se avvicinare quel grumo di rabbia masticata e stanchezza. Poi è venuta con una corsa breve e improvvisa, mi ha abbracciata.”

Quel poco che svela il tutto.

L’ Arminuta è un libro fatto di poco, come poco è ciò di cui dispone la famiglia d’origine, poco è l’affetto reale che le due madri riescono a dimostrare alla figlia, pochi sono i colpi di scena di una vicenda che parla semplicemente di difficoltà e di promesse tradite; poca è l’enfasi e la ricercatezza della scrittura che l’autrice ci regala, vera e indurita dal dialetto… Ma tutto questo poco è la forza di questo romanzo bello e a tratti struggente: la semplicità dei fatti raccontati disvela la vita stessa, con le sue mille facce e la sua essenza più profonda, fatta di affetti, luoghi, senso di appartenenza e costruzione di un’ identità personale che passa dal dolore dello smarrirsi, dal rimorso e dal rimpianto. Donatella Di Pietrantonio è una grande scrittrice, che con il poco di una prosa asciutta e ruvida arriva all’essenza di una ragazza, di una terra, di una famiglia, e alla fine, di un ritrovarsi… Della vita tutta.

Nel tempo ho perso anche quell’idea confusa di normalità e oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza. E’ un vuoto persistente, che conosco ma non supero. Gira la testa a guardarci dentro. Un paesaggio desolato che di notte toglie il sonno e fabbrica incubi nel poco che lascia. La sola madre che non ho mai perduto è quella delle mie paure.

Luca

 

 

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paginerecensioni-il-luogo-sconosciuto-che-è-una-madre-arminuta-copertinaL’arminuta
Donatella Di Pietrantonio
Editore: Einaudi
Rilegato|pagine 162
17,50€
ISBN9788806232108

 

 

 

La trama.

L’ Arminuta è un romanzo che tocca corde profonde, originarie. La protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Le apre sua sorella Adriana, una bambina di dieci anni che non ha mai visto prima. Inizia così una storia dirompente e ammaliatrice, di una tredicenne che da un giorno all’altro perde la casa, le amiche, l’affetto di quelli che credeva i suoi genitori. Per l’ Arminuta, la ritornata, come la chiamano i compagni, comincia una nuova, complicatissima vita. La casa è piccola e buia, ci sono fratelli ruvidi e scontrosi e poco, davvero poco con cui sfamarsi.

 

L’autrice.

Nata ad Arsita, in provincia di Teramo, Donatella Di Pietrantonio vive a Penne e scrive da quando aveva nove anni, cimentandosi in racconti, poesie, fiabe e romanzi. Nella vita fa la dentista pediatrica. Mia Madre è Un Fiume (Elliot, 2011) è il suo primo romanzo. Con Bella Mia (Elliot, 2014) ha partecipato al Premio Strega. Nel 2017 esce per Einaudi L’Arminuta.

 

 

5 thoughts on “Il luogo sconosciuto che è una madre. L’ Arminuta.

  1. “non sapevo se avvicinare quel grumo di rabbia masticata e stanchezza. Poi è venuta con una corsa breve e improvvisa, mi ha abbracciata.”

    frase magnifica…

    1. Concordo, è una frase magnifica, asciutta ed essenziale ma tremendamente evocativa. Merita di essere letto, è un libro vero, anche se ci vuole a volte coraggio per affrontare il buio delle sofferenze dei minori. Abbiamo tutti conosciuto quel buio, almeno in parte.

  2. Le sofferenze dei bambini sono una piaga aperta per me, sempre molto dolente, ma penso che lo leggerò… sono curioso…

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